Palazzo del Quirinale

Palazzo del Quirinale

Travocial,  
2015-03-27 11:20:20
Il Palazzo del Quirinale sorge in un luogo che, per la posizione elevata e la particolare salubrità, ospitò fin dall’antichità nuclei residenziali, edifici pubblici e di culto. Nell’area del colle del Quirinale sorsero nel IV secolo a.C. il tempio del Dio Quirino che impose nome al colle, e il tempio della Dea Salute nel quale si celebravano cerimonie propiziatorie del benessere dello stato; le presenze più imponenti sul colle erano certamente quelle delle terme di Costantino e del tempio di Serapide, edificato da Caracalla nel 217 d.C.Dall’antico tempio romano provengono i due gruppi scultorei dei Dioscuri, la cui costante presenza sul Quirinale portò il colle ad assumere il nome di Monte Cavallo. Il colle Quirinale è una delle alture di Roma costituita da un massiccio collinoso, diviso dal Pincio a Nord per mezzo della Valle Sallustiana, e dal Viminale a S per mezzo della Valle di Quirino, poi di S. Vitale. Sui versanti NO e S si presentava originariamente a picco con ripidi accessi, differenti altimetrie ora poco apprezzabili nell’odierno tessuto urbano con quote profondamente alterate specialmente dalla costruzione dei palazzi pontifici. Nell’antichità il Quirinale era il collis per eccellenza e le singole sommità che vi si distinguevano erano anch’esse denominate colles. Il nomeQuirinale, dunque, ha finito per indicare l’intero colle che in realtà era distinto in quattro alture: collis Latiaris, collis Mucialis o Sanqualis, collis Salutaris e collis Quirinalis. Il collis Quirinalis ebbe grande importanza strategica e fu saldamente fortificato fin dall’età più antica; in seguito fu compreso nella cinta muraria della città, detta serviana (IV sec. a.C.). Secondo i dati archeologici e documentari il collis Quirinalis corrisponderebbe all’area compresa tra la porta Collina della cinta serviana e la via delle Quattro Fontane (dove va collocata la porta Quirinalis ); il collis Salutaris tra questa e via della Dataria (corrispondente alla porta Salutaris ); il collis Mucialis tra questa e Largo Magnanapoli (dove era la porta Sanqualis); il collis Latiaris tra questo e la sella che collegava in origine Quirinale e Campidoglio, sella tagliata poi per volere dell’imperatore Traiano per la costruzione del suo foro. L’asse viario principale del colle era costituito da un percorso di sommità, denominato Alta Semita (l’odierna Via del Quirinale - via XX Settembre) che collegava la porta Salutaris con porta Collina correndo da ovest ad est in direzione del territorio sabino. Sul colle ebbero sede importanti luoghi di culto, di cui antichissimi quelli di Quirino, Salus e di Semosancus, o come il più recente tempio che l’imperatore Domiziano innalzò sul luogo della sua dimora natale e il più grandioso tempio di Serapide che l’imperatore Caracalla fece innalzare nel III sec. Nella divisione territoriale amministrativa di età augustea il Quirinale fu inserito nella Regione VI (Alta Semita). Nell'epoca imperiale si spostarono i limiti regionali con la nuova cerchia di età aureliana (III sec. d.C.), che incluse aree che erano prima suburbane come i Castra Praetoria e gli Horti Sallustiani. Il quartiere si connotò fin dall’età repubblicana come area insediativa di tipo aristocratico, particolare connotazione conservata anche in età imperiale; molte la residenze signorili tra cui quelle di Pomponio Attico, amico di Cicerone, della Gens Flavia, dei Claudi, di Fulvio Plauziano; tra gli abitanti del colle le fonti letterarie ricordano il poeta Marziale. Le due statue virili della piazza del Quirinale raffigurano i Dioscuri, mentre trattengono per le briglie i cavalli scalpitanti, secondo uno schema iconografico raro che compare dall’età severiana (III sec. d.C.). Le sculture, probabilmente pertinenti al cosiddetto Tempio di Serapide, furono riutilizzate sempre sul colle nelle terme di Costantino, in occasione dei rifacimenti successivi al terremoto del 443 d.C. L’interesse per i due gruppi scultorei si riaccese nel Quattrocento, quando papa Paolo II fece realizzare tra il 1469 e il 1470 un primo parziale restauro dei due colossi. E’ però nel secolo successivo con Sisto V che le sculture, inserite nel programma di ampliamento e abbellimento della piazza, furono oggetto di un restauro completo eseguito nel 1585 e furono trasferite ai lati di una vasca marmorea a costituire uno sfondo monumentale per l’asse viario proveniente da Porta Pia. Fu infine Pio VI nel 1786 a collocare il gruppo scultoreo nella posizione attuale, ai lati dell’obelisco proveniente dal Mausoleo di Augusto, mentre nel 1818 Pio VII fece sostituire la vasca originaria con una conca di granito proveniente dal Foro Romano.Nel Medioevo il colle venne a popolarsi di chiese, di palazzetti gentilizi e di torri, mentre gli edifici antichi andavano in rovina ed i loro marmi cominciavano ad essere utilizzati per costruire nuove fabbriche. Nel '400 e all'inizio del '500 intorno alla piazza e lungo l'antica via Alta Semita (oggi via del Quirinale) si disposero palazzi e ville di nobili e prelati tra i quali il cardinale Oliviero Carafa, proprietario di una villa con vigna sul luogo dove oggi sorge il Palazzo del Quirinale. Nel 1550 la villa Carafa venne presa in affitto dal cardinale Ippolito d'Este, proprietario anche della Villa d'Este a Tivoli, che trasformò la vigna in un elaboratissimo giardino, arricchito da fontane, giochi d'acqua, sculture antiche. La bellezza e amenità della vigna del cardinale d'Este indussero papa Gregorio XIII (1572-85) a far ampliare a sue spese la piccola villa affidando l'incarico del nuovo fabbricato all'architetto Ottaviano Mascarino. Questi realizzò, tra il 1583 e il 1585, una elegante villa con facciata a portico e loggia collegate internamente da una splendida scala elicoidale; al progetto del Mascarino si deve anche il cosiddetto "torrino", il belvedere che corona la palazzina. Morto Gregorio XIII, il successore Sisto V (1585-90) acquistò nel 1587 dai Carafa la villa di Monte Cavallo per farne la sede estiva del pontificato. La piccola villa costruita dal Mascarino non era però sufficiente ad accogliere la corte pontificia e a soddisfarne le esigenze di rappresentanza, per questo Sisto V affidò all'architetto Domenico Fontana l'incarico di ampliare l'edificio costruendo una lunga ala verso la piazza e un secondo palazzo su via del Quirinale, così da formare un ampio cortile interno. Sisto V si preoccupò inoltre di far sistemare la piazza, provvedendo anche al restauro del gruppo scultoreo dei "Dioscuri" che fu completato con l'aggiunta di una fontana. Sisto V morì al Quirinale, e il progetto di ristrutturazione del Palazzo fu portato a termine da suoi successori. Particolarmente significativo fu l'intervento di Clemente VIII (1592-1605), che concentrò le sue attenzioni sul giardino, ordinando tra l'altro la costruzione della monumentale Fontana dell'organo, ornata di mosaici, stucchi, statue e animata dal suono di un organo ad acqua. L'architettura del Palazzo nell'aspetto che ancora oggi mantiene fu portata a compimento nel corso del pontificato di Paolo V Borghese (1605-21). L'architetto Flaminio Ponzio si occupò della costruzione dell'ala verso il giardino comprendente, tra l'altro, lo Scalone d'onore, la grande sala del Concistoro (oggi Salone delle Feste) e la Cappellina dell'Annunziata, affrescata da Guido Reni con alcuni collaboratori.





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