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Teatro comunale di Santa Franca (già dei Filodramm

Travocial,  
2016-03-01 08:39:13
La Filodrammatica piacentina fu istituita ufficialmente con decreto di Maria Luigia nel 1825, ma da una quindicina d'anni risulta fosse già attiva. Dapprima fu concesso ai filodrammatici l'uso del salone posto nel Collegio dei Mercanti (attualmente sede comunale), opportunamente trasformato in teatro. Quando il Comune stabilì di trasferire i propri uffici in questa sede ai filodrammatici fu destinata la chiesa di Santa Franca. Si trattava di un complesso monastico di origini cinquecentesche, fondato dalle monache cistercensi e soppresso da Napoleone nel 1810. Maria Luigia lo cedette al Comune, che dapprima lo destinò alla guardia nazionale, quindi ai pompieri ed infine alla scuola di musica. Il monastero divenne sede del Conservatorio mentre la chiesa, a croce latina con un'unica navata e volta a botte, ai primi del Novecento fu trasformata su progetto dell'ingegner Gazzola in un elegante teatro con facciata di gusto liberty. All'interno l'inserimento di un ampio palcoscenico e di una sala con pianta a ferro di cavallo e doppio loggiato non ne modificò sostanzialmente la struttura primitiva ma ne divenne piuttosto una seconda pelle. Il Teatro Laico (solo successivamente assunse la denominazione "dei Filodrammatici") venne inaugurato il 19 febbraio 1909 con Romanticismo di Roventa. Questo teatro è rimasto attivo fino alla fine degli anni Settanta, sostiuendo addirittura il Teatro Municipale nella stagione 1978-'79, quando questo fu chiuso per restauri. Nel maggio 1980 nel "Teatro della Filo" si tenne l'ultima rappresentazione, poi le crepe della volta e gli impianti fatiscenti ne consigliarono la chiusura, in attesa che opportuni interventi rendessero la sala agibile e sicura. Nel 1926 il teatro è stato oggetto di un primo intervento di recupero: in quell'occasione furono riammodernati arredi e servizi, fu ridipinto il plafond ad opera del decoratore Silvio Labò, il quale realizzò su fondo bianco un insieme di motivi architettonici e specchiature floreali completamente diverso dal primitivo decoro in stile primonovecento. Il restauro del Teatro di Santa Franca è stato avviato nel settembre 1997, sotto la direzione dell'architetto Ilda E. Bee, coadiuvata dall'ingegner Ferdinando Soppelsa di Milano: l'intento principale è stato riportare l'edificio al suo stato originario, ripercorrendo il progetto di Gazzola fin nei più piccoli particolari. Lampade, pavimenti, infissi, porte, poltrone della sala, tutto è stato ricostruito cercando accuratamente gli artigiani in grado di fare questi lavori. Un complesso intervento "a tutto campo", che ha visto il risanamento delle opere murarie, la revisione delle strutture ai fini dell'adeguamento alle recenti norme di sicurezza e il totale rifacimento impiantistico, infine il recupero dell'elemento che maggiormente caratterizza questo teatro: la facciata liberty. I delicati interventi sulle parti decorative (palchi, colonne, boccascena e volta dipinta) vengono avviati ai primi di ottobre del '99 e si concludono nel gennaio successivo. Le ditte Silvia Ottolini di Piacenza e Officinarte di Bologna, a cui sono affidati, si trovano ad affrontare una situazione difficile. In particolare la struttura lignea, formata prevalentemente da legni sottili e, nelle specchiature centrali dei palchi, incurvati, nel corso degli anni aveva fortemente risentito dei movimenti propri del materiale e degli sbalzi termici, ma anche di sostituzioni, manomissioni di volta in volta operate per rendere la struttura funzionale all'uso. Anche nel trattamento delle decorazioni pittoriche del velario della sala è stato indispensabile procedere con estrema cautela per le carattesristiche dei materiali utilizzati nei rifacimenti degli anni Trenta: in fase di pulitura ci si è limitati ad un'accurata rimozione della polvere, mentre con impegno si è lavorato sul fissaggio dei colori. Il sipario, di rilevante valore artistico, raffigura le visioni di Vittorio Alfieri - realizzato da Bernardino Pollinari e proveniente dal teatro allestito nel salone del Collegio dei Mercanti solo successivamente è stato collocato nel Teatro di via Santa Franca - è stato sapientemente restaurato dal Laboratorio degli Angeli di Maricetta Parlatore. Il teatro così recuperato è stato riaperto al pubblico il 25 ottobre 2000. (Lidia Bortolotti)





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